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Articoli di Beatrice Mennella

Per il Potere, soggiogare il nemico e renderlo un malato da curare, un “consumatore di terapie”, è sicuramente una strategia funzionale e conveniente. Lo psichiatra americano Allen Franches, già capo della Commissione che ha redatto il manuale dei disturbi mentali (Dsm-IV) che viene rinnovato ogni 15 anni ed è utilizzato dagli psichiatri di tutto il mondo, ha lanciato un allarme sconcertante, affermando che nella prossima edizione del manuale (Dsm-V), in uscita nel 2013, con l’introduzione di nuove patologie o sindromi, quasi tutti gli abitanti della terra avranno comportamenti classificabili come disturbi psichici. In altri termini, milioni di persone sane, che vivono solo normalissimi problemi di tristezza, difficoltà, vulnerabilità o sofferenza, nel 2013 potrebbero essere “diagnosticati” come malati mentali. Tra le “patologie” di cui si ipotizza l’inserimento nel manuale, l’astinenza da caffeina. Di questo passo anche chi sta vivendo un normalissimo lutto da perdita o da separazione, sarà classificato come depresso, come malato.

Un mondo di pazzi sarebbe un buon mercato. Allen Franches dice: «Un sistema diagnostico è importante per stabilire i confini tra malattia e normalità e determinare chi ha effettivamente necessità della somministrazione di farmaci, il problema è che negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria inflazione diagnostica, la cui responsabilità ricade sia sui medici sia sulle case farmaceutiche». E aggiunge: «Già oggi, ogni anno, il 25% della popolazione statunitense, circa 45 milioni di persone, si vede diagnosticare un disordine mentale, eventualità che accade alla metà della popolazione entro l’età di 82 anni. Nel Dsm-IV abbiamo cercato di essere più cauti possibile ma non abbiamo comunque evitato l’aumento delle patologie classificate a 357 e la conseguente tendenza per la quale le diagnosi di disordini bipolari sono aumentate del 40% rispetto a quanto avveniva con il Dsm-III, quelle di autismo sono cresciute del 25%, quelle di Adhd, la sindrome da iperattività e deficit di attenzione dei bambini, sono raddoppiate……….. “

«Ormai i produttori di droghe legali sono più responsabili delle dipendenze dei produttori di droghe illegali. Il problema non è nella malafede dei membri della Commissione del Dsm ma nella loro appartenenza all’élite del settore psichiatrico. Non si rendono conto che le loro indicazioni, in mano a medici frettolosi, e non sempre competenti, con la pressione pubblicitaria delle industrie farmaceutiche, possono indurre gravi abusi. Gli antipsicotici negli Stati Uniti sono i farmaci più venduti, con un giro d’affari di 50 miliardi di dollari all’anno, il 5% del totale. Le nostre attuali conoscenze fra l’altro non ci permettono la prescrizione preventiva degli psicofarmaci».

Inoltre, viene sottovalutata l’ampia gamma dei reali e gravi effetti collaterali dell’uso di psicofarmaci. Come spiega Frances :«Dall’aumento dell’obesità nella popolazione giovanile già ad alto rischio di sovrappeso (un aumento anche di un chilo a settimana), alla dipendenza. Ben trecento militari americani sono morti per avere assunto farmaci loro prescritti. Per questo è importante che i medici non eseguano le diagnosi troppo in fretta e che valorizzino le terapie relazionali rispetto a quelle farmacologiche».

Ma per molti, risulta più comodo e deresponsabilizzante anche auto ingabbiarsi, o lasciarsi ingabbiare, all’interno di una categoria patologica e delegarne ad un terapeuta la cura, piuttosto che assumersi la responsabilità del proprio cambiamento evolutivo attraverso un percorso di crescita personale. E’ più facile dirsi “ ho un problema e mi faccio curare”, piuttosto che dirsi “ho un problema devo educarmi a risolverlo”. 

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