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“Stress: colpiti sei milioni di italiani”.

1 italiano su 10. È quanto emerge dalle ultime statistiche. Le cause?

Richieste sempre più pressanti, sia nell’ambito lavorativo, sia nell’ambito privato – familiare.

A esserne colpite sono soprattutto le donne lavoratrici che rivestono ruoli a contatto con il pubblico. Perché?

Sia per le barriere culturali che rendono la carriera delle donne più stressante, sia per gli impegni inderogabili legati alla vita quotidiana che rendono necessaria la conciliazione tra lavoro e famiglia. A questo si aggiungono due complici aggravanti: le alterazioni ormonali nelle diverse fasi riproduttive (gravidanza, puerperio, menopausa);  una maggiore esposizione ad azioni discriminatorie (violenza, molestie, mobbing).

Tra gli uomini, invece, risultano maggiormente colpiti coloro che ricoprono ruoli esecutivi o che, comunque, fanno lavori che richiedono impegno, concentrazione e responsabilità.

Tra le condizioni legate alla vita privata, sicuramente la crisi dei rapporti di coppia e le difficoltà nella relazione con i figli, determinano l’impossibilità di vivere il contesto famiglia come possibilità per rigenerarsi e ricaricarsi, attraverso scambi relazionali affettuosi, empatici, costruttivi.

Una ulteriore fonte di stress è rappresentata dal ruolo di “care giver”: in una società che invecchia, in ogni famiglia ci sono genitori e parenti anziani, bisognosi di assistenza.

In questo quadro generale, lo stress risulta quasi la conseguenza inevitabile: un disagio radicato, diffuso che, se non affrontato in tempo e nel modo giusto, sfocia nel patologico. Infatti, lo stress e, soprattutto, un adattamento non efficace alla sua gestione, sta causando una vera e propria “epidemia” di sintomi clinicamente rilevanti: disturbi d’ansia, disturbi del sonno, irritabilità, rabbia, frustrazione, atteggiamenti violenti, fragilità emotiva con facilità al pianto, depressione, demotivazione, deficit di concentrazione, disturbi della memoria.

“Oltre 11 milioni di italiani fanno uso di psicofarmaci”.

Quasi 1 italiano su 5. Gli psicofarmaci non possono e non debbono diventare la scorciatoia per illudersi di risolvere il problema, l’anestetico  rispetto a un richiamo naturale che ci chiede di ascoltare, rispettare, nutrire i nostri bisogni interiori, per restituirci la forza della serenità e del ben-essere.

Per contribuire concretamente a rispondere a questa vera e propria emergenza sociale, lo Studio Dentro Ben-Esserein linea con il proprio approccio olistico e sistemico, che punta alla prevenzione e poi alla guarigione della Persona e non all’eliminazione del sintomo, ha progettato

il Percorso Ben-Essere

“Terapia d’urto anti-stress”

6 incontridi almeno 60 minuti ciascuno, calibrati in base alle singole individualità e agli aspetti da trattare, per offrire un percorso esclusivo e personalizzato.

Varie tecniche, le più aggiornate, che verranno scelte nel “ventaglio” delle molteplici prestazioni dello Studio (ascolto attivo, pratiche Mindfulness, trattamenti olistici psicosomatici) calibrate in base ai bisogni della Persona e alle caratteristiche che emergeranno.

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